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13 -December -2017 - 15:37

GSTA NEWS

UMBRIA IN OMBRA (Contributi del G.S.T.A.)

UMBRIA IN OMBRA CONVEGNO SPELEOLOGIA IN CAVITA’ ARTIFICIALI

(Todi  29 – 30 Novembre –  1 Dicembre 2013 Palazzo Comunale, Sala  delle Pietre)

 Esperienze di ricerca, tutela e valorizzazione nel sottosuolo dei centri storici Umbri

 

Il  Convegno è stato organizzato da  “Todi Sotterranea”,  associazione  che mira  alla promozione e valorizzazione del patrimonio storico sotterraneo della città.  

L’evento  mira  alla  conoscenza  e  alle  esperienze  in  atto  per  la  tutela,  recupero  e  valorizzazione  del patrimonio  storico  archeologico  e  artistico  del  sottosuolo  delle  maggiori  città  e  dei  borghi  minori dell’Umbria.

 

Il Gruppo Speleologico Terre Arnolfe, ha partecipato al Convegno portando le proprie esperienze svolte nelle “cavità artificiali”; in particolare a San Gemini, con il Cunicolo di Casventum ed a Cesi con il Cunicolo di accesso alla Grotta Eolia e l’acquedotto dell’acquaviva.

 

Il Cunicolo di Casventum (San Gemini TR)

il cunicolo si estende sotto l'abitato di San Gemini, da una ricostruzione storica abbastanza  incerta, si hanno notizie che già nel basso medioevo veniva usata come galleria difensiva sotterranea per il rifornimento dell'abitato in caso di lungo assedio della città.

Poi in epoca tardo medievale usato come viabilità delle case gentilizie nell'abitato, forse in epoca romana era adibito a captazione delle acque e come comunicazione con le cisterne esistenti nell'abitato di San Gemini.

Poi abbandonato per diversi secoli venne riadattato in epoca moderna durante il secondo conflitto mondiale come opera di rifugio antiaereo dalla popolazione della zona, oggi si pensa di fruirne dopo  una riqualificazione edilizia  come percorso museale cittadino.

^^^^ Il G.S.T.A., accolse con entusiasmo, nello spirito di massima collaborazione, la richiesta pervenutaci dall'Amministrazione Comunale di San Gemini, di esplorare il cunicolo artificiale il cui ingresso principale è sito in P.zza S. Francesco.

La prima esplorazione, è servita a conoscere il "cunicolo", poi sono seguite due campagne di rilievo dello stesso ed una per il servizio fotografico; il tutto è avvenuto tra giugno e luglio 2001.

Il percorso del cunicolo si dirama in un ramo principale e due rami secondari, di questi, uno non ha uscita e termina in un pozzo, l'altro esce sulla strada del Poggiame; lo stesso si presenta, per tutto il suo sviluppo, in buono stato di conservazione ed è costruito con pareti e volte a mattoni; mentre i pavimenti sono in terra battuta fino all'inizio delle scale dopodichè è in battuto di cemento.

Dall'ingresso da P.zza S. Francesco si percorrono circa 30 mt. e si arriva alla prima biforcazione che porta al pozzo dopo avere camminato in discesa per circa 18 mt.; continuando lungo il tratto principale dalla prima biforcazione e percorrendo altri 44 mt. si arriva alla seconda, che girando prima a destra e poi con un andamento a zig-zag e salendo su delle comode scale, termina (abbiamo trovato un muro in pietra) praticamente sotto la taverna del Rione Rocca, dopo aver camminato per circa 60 mt.

Sempre dal punto della seconda biforcazione, andando dritti, il cunicolo principale si restringe (diventa largo 90 cm. ed alto 185 cm.) usciamo sulla strada del Poggiame; purtroppo tale uscita era ostruita da metriale di rifiuto (materiali plastici e ferrosi).

Inoltre si è constatato che tra la prima e la seconda biforcazione la presenza di alcune infiltrazioni d'acqua.

Tutto il cunicolo principale, ed il tratto che porta al pozzo, sono facilmente ed agilmente percorribili viste le sue dimensioni (larghezza di circa 140 cm. ed altezza di circa 210 cm.).

I componenti del G.S.T.A., abituati all'ambiente ipogeo, hanno tratto da questa esperienza "artificiale", delle sensazioni che possiamo definire particolari e suggestive, perché tutti noi abbiamo fantasticato su possibili collegamenti con altre cavità artificiali, che probabilmente sono presenti nel sottosuolo di San Gemini.

In conclusione il cunicolo esplorato,una volta reso agibile, anche agli occhi di un profano, che esso sia un abitante di San Gemini oppure un turista, potrà instillare in loro delle sensazioni intense e nuove, essendo il mondo sotterraneo ai più sconosciuto.

Siamo tornati ultimamente (settembre/ottobre 2013) ed abbiamo eseguito un servizio fotografico e video.

 

Cunicolo di accesso alla grotta Eolia (Cesi TR)

Il cunicolo di accesso alla grotta Eolia è ricavato dal calcare massiccio e fù scavato nel 1650 circa dopo la costruzione del sovrastante Palazzo Stocchi, sicuramente per accedere alla grotta Eolia, nei secoli è stato più volte allargato e rimaneggiato per permettere ai curiosi di accedere alla cavità naturale; testimonianza di ciò le scritte nelle pareti che vanno dal 1600 ai giorni nostri.

Ora il cunicolo è stato come la grotta completamente illuminato nel 1987, per permettere l’accesso delle persone per la divulgazione della speleo-genesi. All’ interno della Grotta Eolia, è istallato un rilevatore sismografico dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia facente parte della rete sismologica italiana.

 

Acquedotto dell’Acquaviva (Cesi TR)

Si tratta di un cunicolo di captazione che taglia la roccia calcarea da località Sant’Onofrio di Cesi fino a San Biagio, un taglio nella roccia in senso trasversale di circa 80 metri, il quale serviva per portare dalla sorgente chiamata dell’Acquaviva all’abitato di Cesi l’acqua che approvvigionava parte dell’abitato stesso.

Realizzato circa all'inizio del 1900, poi nel tempo abbandonato a questo uso è stato negli anni della seconda guerra mondiale adoperato come rifugio antiaereo.

Ora è in semi abbandono, il gruppo speleologico “GSTA” si stà adoperando per renderlo fruibile e farne parte integrante del sistema sentieristico della montagna di Cesi.

2017  Gruppo Speleologico Terre Arnolfe