Il rilievo in grotta

 

Lo scopo finale del "rilievo è quello di disegnare la mappa di una grotta. Detto così sembra semplicistico e riduttivo; portando in secondo piano (anzi senza considerare) gli sforzi, i sacrifici, la passione, la professionalità, la filosofia di vita che anima noi speleologi.

 

La scoperta di una grotta, o di un nuovo ramo in una grotta già conosciuta, deve far sì che la fortuna di pochi sia la gioia dei più (perché per uno speleologo entrare in un ambiente ipogeo noto, ma a lui sconosciuto, è sempre una nuova scoperta). Il rilievo, infatti, dovrà si descrivere i nuovi ambienti esplorati, ma la condizione più importante, è quella di mettere nelle condizioni ottimali di sicurezza i nuovi visitatori della grotta, mettendo a loro disposizione le conoscenze necessarie a decidere che tipo di difficoltà a cui vanno incontro e quindi la scelta del tipo di attrezzatura utilizzare durante l’esplorazione.

 

Il prodotto finale del rilievo, ovvero la mappa, è frutto di notevoli sforzi, purtroppo è un lavoro che può sembrare tedioso e che per alcuni speleologi “toglie ai futuri visitatori lo spirito di avventura”; ma secondo il mio modesto parere, il futuro della speleologia è nella divulgazione, nel far conoscere (anche ai non speleologi) l’ambiente ipogeo; inoltre durante la campagna di rilievo vengono raccolti dati importanti per gli studiosi del carsismo in quella particolare area geografica.

 

 

 

 

 

 






 

 

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